domenica 22 gennaio 2012

Monteverde e dintorni (Parte prima)

Non sono la sola a pensarlo, anzi è un mantra ripetuto ormai da tutte le guide. A Roma spesso l'amenità del quartiere non corrisponde ad una proposta adeguata di indirizzi gastronomici di qualità. Ci tornerò su in altri post su specifici ristoranti, ma il punto è che Trastevere, Testaccio, San Lorenzo, Monti o anche il famigerato Pigneto spesso hanno difficoltà ad avere più di uno o due locali di vera qualità e si perdono in un mare di banalità turistiche o, peggio ancora, gastrofighette.
Peccato.
Se invece avete voglia di scoprire alcune delle novità di maggior valore del panorama gastronomico capitolino - e anche alcune vecchie certezze - dovete decidere di impazzire alla ricerca di un posto auto nelle non proprio amene stradine residenziali di Monteverde, Pisana, Portuense. Qui è cominciata da tempo una piccola rivoluzione del gusto che non accenna a fermarsi e che sta contagiando altri quartieri dimenticati. Molti di questi indirizzi li ho ripetutamente provati, altri ancora no, ma conto di farlo presto (e, ovviamente, ne scriverò). Non troverete alcuni posti gastrofighetti tipo Momò, Fernanda, Brò...non ci sono stata e magari sono ottimi, ma sono prevenuta e per ora mi tengo il pregiudizio.

Le tre zucche - Via G. Mengarini, 43/45 tel. 06/5560758    http://www.letrezucche.it/
Probabilmente sono stati i primi a pensare di colonizzare un triste marciapiede di una strada senza interesse - se non per chi vi abita! - con un ristorantino di cucina creativa, ma di territorio, di buona, a volte buonissima qualità, a prezzi adeguati. E' un paio di anni che manco, ma ricordo una mano leggera e qualche piatto veramente interessante. Purtroppo ogni tanto lo chef tentava di volare più alto di quanto potesse e il risultato non era equilibrato. Forse un ristorante un pò "vorrei, ma non posso o almeno non del tutto", ma comunque perfetto per una cenetta romantica, ma di qualità. Per molto tempo hanno avuto un interessante menù degustazione stagionale a soli 26 euro: ho verificato che attualmente costa 35 euro, ma mi sembra comunque molto valido. Da ricordare che va preso obbligatoriamente per due persone (questa è una cosa che odio!). C'è un piccolo spazio all'aperto in estate: è sul marciapiede, ma da queste parti il dehor è una rarità. Aperto solo la sera.

L' Osteria di Monteverde - Via Pietro Cartoni, 163/165 tel. 06/53273887 http://www.losteriadimonteverde.it/
Tutti parlano e scrivono di loro - Roberto e Fabio -, sono entrati nella guida Slow Food 2012 dopo neanche un anno dall'apertura, iniziano a fare eventi con associazioni...è tutto vero! Questa trattoria minuscola, aperta a pranzo e cena, ha veramente sdoganato la buona cucina a prezzi incredibili in un angolo disgraziato della città dove prima potevi al più cercare un parcheggio in caso di visita all'Ospedale San Camillo. E i ragazzi sono anche giovani e simpatici. Dalla cucina romana doc, i cui piatti simbolo tra primi e secondi rimangono un must del menù, hanno cominciato a virare anche in altre direzioni più creative. Sempre con mano felice e con un rapporto qualità/prezzo che forse è al momento il migliore in città. Nell'ultima visita ho assaggiato delle "fettuccine Tokyo-Circeo" con frutti di mare e pesce crudo, trippa con porcini, maialino croccante con salsa di cachi, e panna cotta con zibibbo e pistacchi. Tutto buonissimo e abbondante. Chi ama i primi romani e le interiora credo che qui possa trovare piatti notevoli. Il tutto con maniacale attenzione per i prodotti bio, filiera corta e amenità del genere. Buoni vini in carta, anche al calice, ed anche birre artigianali. Sono finiti nel mirino nella recente intervista dell'autore di Mondovino che li loda per il cibo, ma li rimprovera per non avere in carta vini naturali: non me ne intendo, ma credo sia un'annotazione corretta per un posto che ha certe pretese e immagino ci penseranno su. Sbrigatevi a mangiarci prima che si rovini (spero proprio di no). Calcolate che con 30 euro si può fare una signora cena. Ma non dimenticate di prenotare perchè il locale è molto piccolo e sempre pieno e mettete in conto un pò di chiasso. Bambini bene accetti, ma valgono le considerazioni sul posto piccolo. Aperto pranzo e cena.

Inopia - Via del Fontanile Arenato, 155/157 tel. 06/66030551   http://www.ristoranteinopiaroma.com/
Qui la location è veramente un ossimoro con il locale: massima eleganza, cucina di alto livello versus strada residenziale priva di fascino come poche. Insomma, ci si viene per mangiare e la passeggiata la fate altrove - magari per andare a riprendere la macchina a Via della Pisana! - e che mangiare (e bere)! Sto parlando di un ristorante di alto livello con uno chef, Andrea Dolciotti, che, se riesce a reggere la location infelice, può far parlare di sè. Cucina creativa, ma di sostanza e territorio, in ambiente piccolo (solo 22 coperti) e raffinato. Notevole menù degustazione di sei portate a 55 euro (bevande escluse), e ampia facoltà di modificare le portate e senza obbligo di prenderlo per tutto il tavolo. Alla carta si può passare un'ottima serata con 60 euro e a Roma, a questi livelli, non è facile. Servizio all'altezza, ma non formale e chef molto timido, ma spesso al tavolo per accogliere commenti e pareri. Non prendete il posto sotto il ventilatore (in inverno sparava aria calda in faccia e temo che in estate faccia lo stesso con l'aria gelida), o fatelo spegnere. Organizzano eventi e degustazioni a prezzi molto interessanti. Aperto solo la sera.

Trattoria del pesce - Via Folco Portinari, 27 tel. 06/95945393  http://www.trattoriadelpesce.it/
Aperto da pochi mesi, si profila come un possibile alter ego pescivoro dell'Osteria di Monteverde, anche se in salsa più elegante. Ovviamente pesce, sia povero - buona la parmigiana di pesce azzurro e la trippa di rana pescatrice -, che pregiato - notevoli gamberoni rossi di Mazara del Vallo e vari crudi. Preparazioni semplici, ma interessanti. Assolutamente da provare il grande antipasto di mare, 11 portate calde e fredde, crude e cotte, su una deliziosa alzata di rame: 40 euro per due persone. Tra i primi i tagliolini con gamberi rossi e limone si fanno ricordare, gli gnocchi ai frutti di mare meno. Secondi semplici, ma molto buoni. Solo tre dolci in carta (e, ahimè, c'è il famigerato tortino di cioccolato con il cuore caldo, vero tormentone della ristorazione senza storia ed inventiva anni 2000, alter ego delle pennette alla vodka anni '80 e della tagliata all'aceto balsamico anni '90: assolutamente da togliere dal menù!). Buone etichette, anche al calice. Alla fine con 40-50 euro a persona si sta benissimo con anche quattro portate a testa e parlando di pesce a Roma non è facile. Non c'è menù degustazione (peccato). Ambiente elegantino: provenzale/shabby chic, piccolo, ma accogliente, con anche un grande tavolo per riunioni di amici. Servizio forse un pochino "ingessato" in un eccesso di leziosità si spera frutto di una certa ingenuità degli esordi. La prima volta non mi avevano rilasciato fattura, ma la seconda sì: meno male. Bonus per il fasciatoio in bagno e il seggiolone in sala. Aperto solo la sera.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

lodevole ed interessante iniziativa. Molto in tema con l'autrice !!!In bocca al lupo
sonia

Mario Aprea ha detto...

era proprio quello che cercavo, qualcuno che recensiva l'osteria di monteverde, ora mi toccherà proprio andarci...

Debbie ha detto...

devi andare all'Osteria di Monteverde: è veramente un ottimo posto!