venerdì 10 febbraio 2012

Ristoranti giapponesi a Roma

E' forse superfluo, ma va detto: questo non è nè può essere un elenco completo dei ristoranti giapponesi di Roma - o che si spacciano per tali! Sarebbe impossibile fare recensioni esaustive di tutti gli indirizzi che offre la città in questo settore attualmente in massima espansione. Perciò si tratta unicamente di qualche indirizzo che a me piace molto o che, comunque, ritengo abbia una sua attrattiva. Più aneddoti e ricordi sparsi.
Per chi non mi conosce bene devo raccontare in poche parole il mio amore per il paese del Sol Levante: sono stata in Giappone in più occasioni dall'età di 18 anni, anche per periodi abbastanza lunghi, ed ho studiato la lingua e la cerimonia del tè. Sono molti, moltissimi anni che non torno in quella che per me è una seconda patria, ma non ho mai smesso di amarla e di documentarmi. Libri, film, attività dell'Istituto di Cultura Giapponese di Roma, cucina, arte: amo ogni aspetto della cultura e della personalità giapponese e forse mi sono sempre sentita più nipponica che italiana. Detto ciò va da sè che ritengo di capire di gastronomia giapponese un pò più della media del cliente  romano, quindi il mio elenco sarà inevitabilmente parziale e molto, molto soggettivo, ma credo anche interessante.
La prima volta che ho mangiato cucina giapponese avrò avuto 10-12 anni: per qualche misterioso motivo la mia famiglia, abbastanza normale, aveva la passione per i viaggi e per la cucina esterofila. Credo di essere stata la prima - e per lungo tempo l'unica - tra i miei compagni di scuola ad andare nei primi ristoranti cinesi di Roma (il mitico Tien Tsin di Via Capo le Case...) ed una volta finimmo dio sa come in quello che alla fine degli anni '70 e per molto tempo dopo ancora era l'unico ristorante giapponese della capitale, il ristorante Hamasei che esiste ancora oggi, ma che all'epoca era al primo piano di un palazzo del centro. A quei tempi era un posto solo per gli uomini d'affari nipponici che si trovavano in città per lavoro e furono molto stupiti di vedere questa famiglia italiana. Ricordo che i miei non riuscirono a mangiare granchè perchè i piatti erano veramente molto, molto autentici - altro che "sushi as you can eat"! -, ma io mi ingozzai di qualsiasi cosa, compreso degli incredibili cetrioli crudi con una purea di melanzana salata ovviamente mai più trovata. Insomma, avrei dovuto capirlo da quella volta....

Da quegli anni la situazione della ristorazione giapponese in Italia è molto cambiata: hanno cominciato i milanesi impiantando  ristoranti jap eleganti e trendy e poi convertendo i ristoranti cinesi in ristoranti nippo a buon mercato. Roma si è allineata di corsa e negli ultimi anni ai consolidati nomi storici con gestori e cuochi realmente giapponesi, si è affiancato un numero spropositato di locali gestiti da cinesi dove sono cinesi anche i sushi men....quando non sono pachistani! Non ho niente contro questi ibridi e anzi tra i miei posti favoriti ve ne sono anche alcuni; il problema è che questo secondo filone non ha fatto altro che proseguire, a prezzi più economici e con prodotti di minore qualità, la tradizione ormai ventennale portata avanti dai ristoranti di nome e cioè l'omologazione di una cucina giapponese in cui sembra che il piatto nazionale sia il sushi, in tutte le sue possibili varianti, con al limite qualche eccezione di piatto caldo, ma comunque di lusso come il tempura o i sukiyaki. Se nei menù trovate yakitori (spiedini di pollo) o qualche ciotola di ramen, soba o udon (i vari tipi di zuppe con spaghetti) si tratta sempre di poca roba e comunque di piatti senza corpo e sostanza. Ma il punto è che in Giappone il sushi non è il piatto nazionale!!!! Di fatto in Giappone il sushi è una portata di altissima qualità a prezzi per noi inavvicinabili nei ristoranti  di lusso oppure è lo spuntino che si consuma nei bento (scatole-cestini che si usano per i pranzi veloci e che vengono venduti ovunque) e viene preparato con ingredienti di scarsa qualità. In ogni caso la vera cucina popolare giapponese è fatta di tutt'altro: tanti, tantissimi tipi diversi di zuppe di spaghetti di vario genere (di grano, di riso, di grano saraceno), calde e freddi condite con carne o pesce, ma soprattutto annegate in brodi buonissimi; spiedini di carne o pesce alla brace; polpette (takoyaki) o pancakes (okonomiyaki) piene di ingredienti diversi cucinate sulla piastra (teppan). Insomma una cucina tutt'altro che sofisticata, ma molto varia di cui in Italia non si sa quasi nulla - vedremo le rare eccezioni - e, invece, ben presente in altri paesi europei: se andate a Parigi cercate Rue Saint Anne, vi troverete un' infinita distesa di economici ed ottimi ristorantini giapponesi in cui si mangiano zuppe quasi migliori che a Tokyo. E' un gran peccato e segno di pigrizia culturale: io adoro il sushi, ma mi spiace vada persa una tradizione culinaria così vasta e particolare in un appiattimento standardizzato che gioca soprattutto con il portafogli (costa certo di più un sushi di tonno che una ciotola di zuppa) e omologa i sapori ed i saperi.
Detto ciò....


Take - Viale di Trastevere, 4 tel.06/5810075   http://www.takesushi.it/
Questo era un ristorante cinese ed ancora oggi è gestito dalla sorprendente Angela, signora cinese molto gioviale che parla fluentemente il giapponese e che quando ha voluto riconvertire il suo locale in un indirizzo nippo ha volato alto accaparrandosi un super sushiman giapponese, Murata Kisaburo, che lo è stato per anni nell'elegante Hamasei. Da questo incontro è venuto fuori quello che è a mio modesto giudizio il migliore ristorante giapponese tradizionale della capitale. Niente pò pò di meno. E se vedete la folla di giapponesi che vivono a Roma che lo affolla a pranzo e cena capirete che non sono la sola a pensarlo. Murata è coadiuvato da un altro chef giapponese per i piatti caldi che sono tutti molto buoni: ottimo sukiyaki cucinato al tavolo con tutti gli ingredienti giusti, leggera la pastella del tempura, un paio di zuppe. Ma il pezzo forte qui è effettivamente il sushi di cui Murata-san è realmente un artista: arrivate presto a pranzo o comunque sedete al bancone e lo vedrete muovere con maestria i suoi coltelli su pesci sempre freschissimi (la povera Angela ha dovuto cambiare spesso fornitori per soddisfare le esigenze del sushiman che non si accontenta facilmente). I sushi del Take sono rigorosamente tradizionali: a Murata-san non interessa la fusion food e i sushi cotti e colorati che ultimamente si vedono in alcuni locali. Quindi lavora essenzialmente pesce crudo di ottima qualità per un sushi veramente perfetto a cominciare dalla preparazione del riso (è la cosa su cui più spesso cadono i cino-giapponesi). Da menzione gli amuse bouche nipponici offerti pre pasto sempre molto aderenti alla tradizione. Locale non molto grande e sempre pieno, con qualche tavolo sul marciapiede in estate. A pranzo anche menù veloci completi tra i 13 e i 15 euro. Prezzo medio 35-40 euro. Aperto a pranzo e cena.

Hamasei - Via della Mercede, 35/36 tel. 06/6792134   http://www.roma-hamasei.com/
Il primo ristorante giapponese di Roma - aperto nel 1974 - e probabilmente ancora oggi il più famoso e chic. Il locale è stato rifatto da pochi anni e si è molto ingrandito, ma anche così è sempre pieno anche perchè gioca facile con  gruppi di turisti giapponesi e con tutto il bel mondo che ruota intorno alle boutique alla moda del centro. La cucina è tradizionale senza particolari innovazioni, quindi buon sushi, tempura, sukiyaki, shabu shabu. La qualità è alta ed anche in prezzi sono in linea. Praticamente tutto il personale è realmente giapponese e questo lo rende un posto con un'impronta nipponica molto forte che a me piace ogni tanto riprovare. Come sempre a pranzo possibilità di menù bento completi tra i 15 e i 20 euro. Aperto a pranzo e cena.

Sushisen - Via Giuseppe Giulietti, 21/a tel.06/5756945   http://www.sushisen.it/
Questo ristorante con grande kaitenzushi (il nastro trasportatore dei piattini di cibo jap) è gestito da una famiglia mista italo-giapponese ed è il paradiso del sushi creativo e fusion con originali proposte sia con pesce crudo che cotto, anche piccanti o addirittura con contaminazioni con la cucina italiana e i dolci. Il sushi è decisamente buono e venire qui è un'ottima occasione per sperimentare qualcosa di veramente nuovo: sushi con gamberi in tempura, con salmone cotto, con tonno e salmone piccante, con salsa alle fragole, con anguille cotte....L'assortimento è praticamente infinito. Possibilità di mangiare sia alla carta che prendendo i piattini dal kaiten che a pranzo sono a prezzo fisso e permettono un pasto veramente vario ed economico. La sera il conto sale, ma difficilmente si spende più di 40 euro. Da non molto si sono messi a cucinare anche enormi ciotole di miso ramen ed altre zuppe di spaghettini finalmente aderenti alla tradizione dlela cucina popolare giapponese: apprezzabile esperimento. Aperto a pranzo e cena.

Hasekura - Via dei Serpenti, 27 tel.06/483648   http://www.hasekura.it/
Nel quartiere Monti dove secondo me vale sempre la pena fare una passeggiata, un altro indirizzo storico e di alta qualità, gestito da un giapponese e da un'italiana. Vera cucina giapponese tradizionale in un ambiente piuttosto piccolo e molto chic, con atmosfera rarefatta. A mio giudizio posto un pò freddo e senza anima, ma è perfetto per una cena di qualità un pò romantica. Prezzo altino, almeno 50 euro per una cena seria. Aperto  a pranzo e cena.

Doozo - Via Palermo, 51/53 tel. 06/4815655   http://www.doozo.it/
Questo è un posto piuttosto poliedrico che merita una visita a più livelli: è una libreria con volumi di arte, fotografia e letteratura orientale, un laboratorio di corsi di lingua e arti giapponesi (ikebana, pittura, scrittura), una location di eventi culturali a tema asiatico e un ristorante giapponese di grande qualità con il bonus di un piccolo giardino nel retro molto zen, perfetto per le serate estive o per un tè verde nel pomeriggio. Il locale è ampio e molto curato ed è piacevole passarci anche delle ore visto che è aperto tutto il giorno e può essere sfruttato per leggere, mangiare o per una semplice pausa tè. Il menù offre pochi piatti tradizionali (sushi, sashimi e tempura) di buona qualità ed ottima presentazione. Servizio molto affabile e atmosfera piacevole. Aperto a pranzo e cena.

Hokkaido - Via Marsala, 96/c tel. 06/45505297   http://www.ristorantehokkaido.com/
Ebbene sì, mangio anche nei cino-giapponesi! E visto che la qualità è bassa cerco di compensare con la quantità: ci sono delle volte che ho talmente tanto bisogno di Giappone che anche il dozzinale sushi di questi posti mi va bene, soprattutto nella formula "all you can eat" che nel mondo ha molta fortuna. Va da sè che si tratta di un pasto che ha più a che vedere con la psichiatria (bulimia compulsiva da ossessione nippofila) che con il buon gusto, ma quando ci vuole ci vuole....Nell'ambito di questi posti sorti come funghi che offrono a massimo 20 euro un menù infinito per quantità e tipologia io scelgo questo locale vicino alla Stazione Termini che permette di ordinare (a 17 euro a pranzo e 20 la sera) ogni tipologia di sushi, sashimi, tempura (solo vegetale), e qualche piatto caldo. Non è meglio di altri posti: il pesce è passabile e il riso del sushi è semplicemente bollito, la frittura è cinese, gli yakitori sono pieni di salsa, ma per un'abbuffata senza limiti va bene ed è tra i pochi a Roma, se non l'unico, che permette l'all you can eat anche con il sashimi. Comunque non si muore ed evita alcune assurdità viste in posti simili come il sushi di tonno fatto con il tonno in scatola. Ricordatevi di non far mettere la maionese nei temaki (i coni di alga con dentro riso e pesce crudo), a meno che non vi piaccia. Locale molto grande. Aperto a pranzo e cena.

Daruma Sushi (delivery) - http://www.darumasushi.com/
Nel vasto mondo del cibo nipponico ormai rifilato ovunque non poteva mancare un parere su un delivery. Tutti i ristoranti giapponesi fanno take away e molte sono le ditte che offrono un servizio di sushi a domicilio direttamente dai laboratori. Ormai sono molti e ne ho provati alcuni: quasi sempre la qualità è la stessa dei cino-giapponesi più scarsi. Personalmente, se non posso "allungarmi" per andare a prendere qualcosa da Take o Sushisen, trovo accettabili le proposte di Daruma Sushi tra i primi ad aprire questo tipo di delivery cui oggi hanno aggiunto numerosi take away dove ci si può anche sedere (molto comodo quello in Via dei Serpenti e bello quello in Piazza del Parlamento), nonchè tre veri e propri ristoranti, tra cui uno di sushi kosher a Piazza Bologna. La qualità del pesce è buona e il riso è preparato in modo adeguato; il menù propone il sushi tradizionale, più qualche recente innovazione cotta. Nei take away c'è sempre anche un vasto assortimento di zuppe da preparare a casa, birre giapponesi e stuzzichini jap vari, più gadget per fissati.

Sushi Fusion Food - Vicolo Scavolino, 64/a tel. 3200407   http://www.auahifusionfood.com/
C'è anche un altro punto vendita in Via Brunetti, 6 (zona Via del Corso-Piazza del Popolo). Si tratta di piccolissimi laboratori dove si può comprare per l'asporto o consumare in loco scatole di sushi preparato quasi al momento. Sotto questo profilo niente di che, un take away come tanti. Ma la menzione dipende dal fatto che di recente hanno inaugurato nella sede di Vicolo Scavolino, a pochi passi da Fontana di Trevi, la vendita dei takoyaki. Si tratta di uno di quei piatti popolari di strada di cui parlavo varie righe sopra, anzi uno dei più famosi in Giappone tanto da essere sempre presente nelle feste che si svolgono all'aperto. Potete notare molti personaggi che si ingozzano di takoyaki nei fumetti manga e nei cartoni jap. Si tratta di piccole polpette di pasta cui viene mescolato polpo bollito, porri, alghe, zenzero, piccoli pezzi di tempura e altre schifezze, che poi vengono ricoperte di salsa agrodolce, maionese e alghe essiccate. Si mangia appena fatto, bollente. Insomma quanto di più lontano ci sia dal sushi e dall'alta cucina! Ma è sicuramente un vero piatto di strada giapponese. Questo locale sta avendo il coraggio di proporlo e lo cucina anche bene, seppur non a buon mercato visto che una porzione da 6 palline costa 5 euro, mentre in Giappone viene praticamente regalato. Vale la pena dare fiducia a chi ha il coraggio di osare strade nuove e andare a provare. Dicono che a breve cucineranno anche l'okonomyaki, altro popolare piatto del Kansai e in particolare di Osaka: anche questo è un inguacchio incredibile, una specie di pancake cotta sulla piastra che nell'impasto vede la presenza di quasi ogni cosa commestibile esista, dal pesce, alle alghe, alle verdure, fino ad essere rifinita di salsa molto agrodolce. E' un piatto adorato dai ragazzini giapponesi di cui non so se gli italiani potranno mai innamorarsi, ma che rappresenta un pezzo del vero Giappone: appena iniziano la produzione mi trovate lì. Aperto dalle 12.30 alle 21.30.
Aggiornamento: adesso fanno anche l'okonomyaki: provato nel locale di Vicolo Scavolino ed era molto buono.

Daruma Sushi (ristorante) - Piazza Bologna, 8/9 tel. 06/4404962   www.darumasushi.com
Aggiornamento legato alla sperimentazione del ristorante Daruma di Piazza Bologna, quello con il cibo kosher. Questo vuol dire niente sushi con i gamberi e tempura con il salmone fritto al posto del gamberone. Di per sè potrebbe anche non essere un gran problema se la qualità globale dell'offerta fosse valida. Invece Daruma si conferma come un buon indirizzo sia delivery che ristorante per il sushi - qui affidato ad un kaiten che occupa quasi tutta la sala - che è abbastanza vario e di buona qualità, ma fa completamente cilecca sui piatti caldi che sono veramente deludenti. Porzioni piccole e sapori del tutto sbagliati, sia da un punto di vista filologico che del semplice buon gusto (il fritto unto e dall'olio esausto è un problema a qualsiasi latitudine!). Per non parlare di altre scelte discutibili ed irritanti: se ci si siede ad uno dei due tavolini presenti non ci si può alzare per prendere i piattini dal kaiten, ma bisogna ordinarli al cameriere e i dessert presenti - 3!!!! - sono tutti di tradizione americana ed anche mal cucinati il che vuol dire rovinarsi a fine pasto tutto il gusto lasciato da un buon sushi. Insomma, Daruma è meglio conservarlo come indirizzo per il delivery ed il take away. Tra l'altro è difficile spendere, almeno la sera, meno di 30 euro. Aperto a pranzo e cena.

Junsei - Via Galvani, 69 tel. 06/5754012   www.junsei.it 
Da alcuni mesi ha riaperto il mercato rionale di Testaccio nella nuova sede al coperto su Via Galvani: la vecchia sede con i banchi coperti dalla lamiera su Piazza Testaccio era decisamente poco igienica ed attraente, però aveva una sua storia. Adesso tutto è moderno e pulito, ma un po' asettico. Per fortuna all'interno del mercato trova posto anche un fenomenale banco di pietanze romane pronte da portare via o mangiare subito anche in versione panino: polpette di bollito e trippa strepitose! A questo punto fa un po' sorridere e un po' arrabbiare che in questo tempio dei prodotti gastronomici più tipicamente romani ad un passo dal vecchio Mattatoio non si sia trovato poso per una ristorazione a tema, o quantomeno "anche" per una ristorazione tradizionale. Invece gli unici due locali che hanno affittato gli spazi del marciapiede del mercato sono questo ristorante giapponese-fusion ed una delle tante sedi di Roadhouse Grill, bisteccheria in stile texano. Non mi fraintendete: io adoro la cucina etnica e globalizzata e rimpiango che a Roma non ce ne sia di più, ma al tempo stesso credo che si debba ibridare con quella autoctona e non sostituirla.
Ciò detto Junsei è un ristorante giapponese con cucina anche un po' fusion ed un piccolo kaiten decisamente consigliabile! A pranzo i piattini del kaiten costano 3 euro l'uno, la sera ovviamente il conto sale, ma tutto sommato neanche troppo ed il menù offre anche alcune contaminazioni fusion interessanti (nigiri di tonno con aceto di lamponi: idea semplice, ma molto efficace). Tempura asciutto e croccante, nonché abbondante - ben tre gamberoni contro i soliti 2 -, sushi tradizionali corretti e dolci creativi. Conto finale serale che dipende molto da quanto si vuole sperimentare, ma che non supera i 40 euro. Aperto a pranzo e cena.
 

 

16 commenti:

Mario Aprea ha detto...

E' naturale che la globalizzazione porti a fenomeni di appiattimento della cultura alimentare, anche i ristoranti cinesi italiani sono l'esempio di una cucina in cina inesistente e completamnte diversa. Dobbiamo rassegnarci a questo stato di fatto e alla perdita di sapori e tradizioni autentiche.
Ormai non è nemmeno più possibile distinguere un risotrante giapponese da uno cinese e thailandese, si sono fusi a favore di un'economia di mercato in crescita.
Prima o poi in giappone si mangeranno delle mediocri carbonare o matriciane e nessuno si chiederà se l'ingrediente principale debba essere la pancetta o il guanciale, il pecorino di fossa o un qualsiasi pseudo pecorino romano.
Che amarezza....

Mario Aprea ha detto...

Volevo fare un appunto su quanto letto sugli okonomiyaki, definirli pancakes è il modo migliore per favorire la deriva globalizzata della cultura alimentare, non hanno niente a che vedere con i pancakes, sono molto più vicini alle frittate, ma anche quella definizione sarebbe riduttiva :)

Mario Aprea ha detto...

Credo proprio che quella tua frase (bulimia compulsiva da ossessione nippofila) mi riguardi, perché spesso mi prende proprio quella voglia matta di fare fuori un quantitativo sconfinato di cibo nipponico. E quando succede nessun menù alla carta può soddisfarmi, devo proprio trovarmi un posto all you can eat e cominciare ad ingozzarmi. Una volta in due siamo arrivati ad una cinquantina di piattini da zen a parco leonardo, nonostante fossimo consapevoli della qualità non eccellente di quello che stavamo ingurgitando...
Potresti provare fuji a monti tiburtini che pratica la stessa formula con una qualità accettabile, oppure tokyo a fiumicino che mi piace particolarmente per l'ambientazione, i salottini privè con i tavoli bassi molto nipponici ed il fatto che si possa ordinare qualsiasi cosa nel menù all you can eat, perfino sashimi a volontà...

Debbie ha detto...

in effetti l'okonomyaki è un piatto strano...però per come è cotto cioè sulla piastra mi faceva pensare più ad un pancake...
Io abito a Trastevere e le mangiate in genere me le faccio in solitaria quindi visto che non guido....ma potremmo farci compagnia:)

Daniela @Senza_Panna ha detto...

Debbie Bello questo post nipponico!!! mi offro volontaria per condividere le mangiate nipponike visto che non è facilissimo trovare compagnia per questo genere!

o parlato vati e volte di Fusion Food e ho già in programma di visitare il nuovo locale. Poi ti dirò!
Ti volevo chiedere: e Rokko, zen sushi (via degli scipioni) e SushiKo a san Lorenzo?
:-)
Mi segno le tue segnalazioni! :-)

Daniela @Senza_Panna ha detto...

PS: partecipi all'Hanami all'Eur?

Anonimo ha detto...

da aggiungere secondo me SushiKo a san Lorenzo, abbastanza "puro" Gabri

Debbie ha detto...

di questo Sushiko ho sentito spesso parlare e devo proprio andarci....so anche di un Yakiniku in zona Pigneto che fa solo grill giapponese.....

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti,

Mi piacciono molto sia il Matsu Sushi che il Chirashi di Murata-san da Take Sushi a v.le Trastevere.

Spero che possiate vedere le foto del Matsu Sushi al seguente indirizzo:

https://picasaweb.google.com/114430108805756606665/TakeSuhiRistoranteGiapponeseARoma


Il tuo sito è interessante e ben curato. Grazie Debbie.


Antonio
Roma

Anonimo ha detto...

il link corretto è:

https://picasaweb.google.com/114430108805756606665/TakeSushiRistoranteGiapponeseARoma

ciao
Antonio

Anonimo ha detto...

ragazzi! se parliamo di "cucina popolare giapponese" non si possono non notare locali romani come "yakiniku" tutto alla griglia no sushi) e Fusion Food Takoyaki bar" perchè fanno cose che io in Italia non ho visto.

letizia ha detto...

Ciao Debora,
con grande gioia ti informo che facciamo già l'okonomiyaki, yakisoba , takoyaki e presto anche taiyaki con azuki sia in Vicolo Scavolino che in Via Angelo Brunetti.
Sei invitata a provare i nostri nuovi piatti dello street food giapponese.
Ti aspettiamo
Letizia
seguici su facebook: Takoyaki a Roma

Debbie ha detto...

aggiornato un pò il post: in effetti l'okonomyaki lo sono venuta ad assaggiare appena lo avete messo in produzione! Molto buono

Debbie ha detto...

aggiornato un pò il post: in effetti l'okonomyaki lo sono venuta ad assaggiare appena lo avete messo in produzione! Molto buono

Mario Aprea ha detto...

Oggi vado a provare take a trastevere, e poi quasi sicuramente scriverò una recensione.
In questi giorni sto sistemando ed ampliando il mio portale sul Giappone (www.neongenesis.it) e non posso non soddisfare quella che tu chiami bulimia convulsiva.

Volevo chiederti un parere su rokko che molti considerano il miglior ristorante nipponico di Roma, tu che ne pensi? Lo conosci?

Debbie ha detto...

mai stata da Rokko, ma so che secondo molti è alla pari con Hasekura e Hamasei. Però credo sia anche piuttosto caro.